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di Annalisa Costanzo:

Forse, sarà da anni che non mette piede in paese, però, volendo o no, anche lui è per metà sanluchese.
Volendo o no anche nelle sue vene scorre sangue santilicoto,  e questa sera, alle 23:20 si è esibito insieme ai suoi compagni d’avventura, sul teatro Teatro Ariston.
Si chiama Francesco Stranges, in arte ”Strano” ed è uno dei componenti dei GEMELLI DIVERSI.
A parter mio, canzone stupenda.. ma sono di parte essendo una loro fan dai tempi della prima canzone.

Posto il testo e gente non so i rapporti che ha con San Lluca però è santilicoto e un voto per la vittoria lo merita, cosi come la canzone.

 

Vivi per un miracolo

Per ogni madre ancora troppo immatura
Che ha avuto troppa paura
Per ogni vita finita in un sacco della spazzatura
Per chi ha visto un genitore andare via
Per chi il proprio padre non sa nemmeno chi sia
Per chi cresce a mazzate date da un alcolizzato
Per il figlio che è scappato
E per quello che l’ha ammazzato
Per chi ha sentito sulla gola un coltello
Per le vergini vendute come carne da macello
Per il padre schiacciato dal suo lavoro
Che per dare il pane ai figli invecchia lontano da loro
Per ogni madre che si attacca alla bottiglia
Per ogni soldato mai ritornato alla famiglia
Per ogni cuore fatto a pezzi da una stronza
Per ogni donna che ha un uomo che non la ascolta
Per la gente onesta che però si sente sempre dire di no

Ce l’hai un attimo per me? Perchè c’è troppo bisogno di aiuto
Ti prego dimmi mentre il mondo piange Dio dov’è
Una preghiera va a chi è in carcere senza motivo
Per chi esce ma non cambia e torna in gabbia recidivo
Per il suo bambino
Per il suo futuro
Per chi è aldilà del muro
Per chi è umiliato e al suo padrone grida vaffanculo
Perchè ogni verità taciuta venga conosciuta
Per l’aria sporca e ogni foresta che viene abbattuta
Per ogni nonno come il mio che ha disertato il duce
Per chi ogni giorno prega Dio di avere un po’ di pace
Per ogni bacio non dato
Per ogni amore trovato
Per il barbone affamato morto in un prato
Per quello che si è salvato
Grazie a un euro donato
E per l’uomo che l’ha sfamato al volontariato
Per chi non se ne frega
Ti imploro veglia e prega
Su ogni ribelle nel giusto che non si piega

Per chi è sul baratro però
Guarda in basso e dice no
Ce l’hai un attimo per me…
Minuto dopo minuto il mondo va a rotoli ma resta muto
Dove sono cresciuto vieni tenuto
Seduto e l’odio viene venduto
Da mani lisce come velluto
Per cui c’è troppo bisogno di aiuto
Per chi non usa la forza ma usa il dialogo
Per chi non si arrende all’ennesimo ostacolo
Per quelli che sono vivi per un miracolo
Per te se come me vivi per un miracolo
Guarda giù dai speranza ai sognatori
E la forza per costruire giorni migliori
Per chiunque sia tagliato fuori
E guarda il cielo come me

22 gennaio 2009, ore 6:11:05 pm, 
di arretuagnesa
 

Carissimi compaesani ,affidandoci alla ricerca storica, vorrei proporvi di dare luogo ad un’indagine che consente di conoscere il grande quadro della nostra memoria storica ,allegando sul blog con un vostro breve commento moralistico, foto storiche ,articoli storici,autorevoli commenti ,racconti storici propositvi,per conoscere e divulgare i sacri insegnamenti che da sempre i nostri avi ci hanno tramandato.E’ una civiltà che scompare,e su di essa non c’è da piangere ,ma bisogna trarre chi ci è nato,il maggior numero di memorie.CORRADO ALVARO.”
Aggiungo io :conoscere l ‘eredità delle generazioni passate ci permetterà di salvaguardare il nostro futuro.
 

20 Gennaio 2009 ore 5:21:28 pm,
Di: arretuagnesa
 
 

AUTUNNO:RACCOLTA DELLE OLIVE.

Onore ed eterna gloria alle donne sanluchesi dei tempi che furono,donne mitiche ,forse di altri tempi,simboli forti e positivi della fatica ,e del lavoro nei campi. Donne chine sulla terra sotto i secolari ulivi,con in una mano il rosario e l ‘altra impegnata a raccogliere olive;schiene piegate ,ginocchia indolenzite che ravvivano il vangelo e sussurano a tutti noi che il pane è sudore ,il sudore è fatica,la fatica è sofferenza,la sofferenza è vita. La parabola della vita terrena di queste donne sembra volerci dire che non si poteva cambiare il loro destino. Noi possiamo alleviare le loro sofferenze che furono, recitando un’AVE MARIA e un PADRE NOSTRO ogni volta che leggiamo queste poche righe.

 

 

SAN LUCA- “Sulle ali del gabbiano Jonathan Livingston” da San Luca a Roma. Da Roma a Reggio Calabria, questo pomeriggio (venerdi 19 2008) alle ore 17. Dopo esser stati nel mese di ottobre, per cinque giorni gli indiscussi protagonisti della capitale D’Italia, i piccoli attori in erba di San Luca, nel mese di novembre, sono stati ancora una volta ospitati a Roma in occasione della giornata mondiale dell’infanzia. La loro rappresentazione teatrale, dal titolo “Il Gabbiano Jonathan Livingston” ha commosso tutta la platea, riscuotendo grande successo, tant’è che il prefetto di Reggio Calabria, dottor Francesco Musolino, al termine alla prima teatrale di Roma al teatro di Tor Bella Monaca, aveva espresso il desiderio di far esibire i piccoli sanluchesi al teatro Cilea di Reggio Calabria.
Detto, fatto.
Quest’oggi i novanta bambini, partiranno con i pullman e tanto entusiasmo alle ore 11 da San Luca per raggiungere la città di Reggio Calabria, là dove alle ore 17 si esibiranno al teatro Cilea. La rappresentazione teatrale che i piccoli sanluchesi portano in scena rientra nei lavori che i bambini hanno svolto per un anno con il progetto “Atheleia” voluto dal registra Michele Placido e curato dagli attori Andrea Ricciardi e Marica Gungui.
Sarà la prima volta che i bimbi si esibiranno senza le direttive dei loro due maestri o meglio come li chiamano loro “dei due angeli” Andrea e Marica, ma nel cuore di tutti i novanta bambini, delle loro famiglie ed anche dei tanti bambini che inizialmente non hanno creduto nella bontà del progetto, c’è una sola grande speranza, che il progetto Atheleia continui e che Marica ed Andrea (ma anche tutti gli altri insegnanti e tecnici romani che in quest’ultimo anno hanno vissuto a San Luca), ritornano in paese a continuare la grande opera che hanno intrapreso, ed insegnare ai bambini ma anche ai loro genitori che sognare è importante e che i sogni prima o poi si avverano, e l’esibizione di Roma il 16-17 ottobre 2008 ne è la conferma.
I bimbi di San Luca chiamano, speriamo che Reggio Calabria risponde alla grande come ha fatto Roma.
ANNALISA COSTANZO

16/11/2008

di Totò

Come ogni sanluchese che vive fuori, e che torna al paese nemmeno per un mese l’anno, mi capita di tornare spesso alla mia terra con il pensiero.

Penso al mio bellissimo paese come una specie di diamante incastonato nelle montagne,come in una sorta di scrigno preziosissimo.

Penso proprio a quelle montagne, quando da piccolo mi sdraiavo su un prato verdissimo a guardare il cielo azzurro,sentendo in sottofondo il cinguettio degli uccelli.

Penso agli occhi di tutti i ragazzi da cui esce una luce straordinaria che infonde fiducia, forza, e gioia.

Penso ai bambini, ke giocano ancora a calcio per strada, con le porte fatte con le bottiglie della Coca Cola, sperando di diventare cm Del Piero o Totti, e alle bambine ke sognano di diventare Miss Italia.

 

Penso a quando sono affacciato al balcone di casa, di poter toccare il mare cn la mane, anche se sono in collina e alle spalle c’ho i monti.

Penso alla gentilezza delle persone, al loro calore, a quelle persone ke quando si vedono lontano dal paese si sentono come fratelli.

E penso ke, nonostante tutto San Luca abbia una brutta fama in Italia e nel mondo,

SONO ORGOGLIOSO DI ESSERE SANLUCHESE.

 

Ogni volta che scendo mi guardo attorno. Ma non vedo nulla di cambiato, tranne qualke persona un pò più invecchiata e dei ragazzi ke avevo lasciato bambini e che adesso crescono a vista d’occhio.

 

Vivendo al Nord non credo che le grandi città siano migliori del nostro paese, anzi!

Ogni volta quando che scendo, e mi vedo apparire dalle colline il nostro paese e ricordando tutte quelle cose di cui ho parlato sopra, mi sento proprio orgoglioso di essere nato in quell’angolo dell’Aspromonte.

Poi ovviamente dipende dai punti di vista e dal sentimento che ognuno prova per la sua terra natia.

Di Paolo
Girovagando in rete mi sono imbattuto in questo curiosissimo scritto dal titolo “saggio sulla stupidità umana”. L’ho trovato molto divertente ed allo stesso tempo molto illuminante.
Secondo la teoria del Prof. Cipolla la causa di tutti i mali è la stupidità.
Il problema, però, è che non trattandosi di un’entità fisica non può essere misurata ma al massimo desunta.Lo stupido, secondo il prof. Cipolla, è colui che nel compiere un’azione causa svantaggi a se ed a altri.In altri termini se dai fuoco ai cassonetti della spazzatura intossicando un intero quartiere e rendendo inutilizzabile lo stesso, sei irrimediabilmente stupido.  Sì perché non solo hai causato un danno agli altri ma anche a te stesso perché non avrai più dove buttare la spazzatura ed, inoltre, perché il comune dovrà ricomprarlo sottraendo fondi alla manutenzione stradale  dunque  non riparando più quella buca dentro la quale andrai a finire con l’auto rompendo cerchio, copertone e rischiando l’osso del collo.
A parere del Prof. Cipolla è stuido anche ritenersi intelligenti, tuttavia chi compie azioni che hanno ricadute positive su se stesso e sugli altri ha qualché speranza in più di non essere stupido.
Aggiungo io: è meglio vivere nel dubbio che avere la certezza di essere stupidi.
 
Copio ed incollo con tanto rispetto e silenzio il grande intervento lasciato sul guestbook:
01 Novembre 2008, ore 3:37:32 pm, 
di  Paolo
…ERAN GIOVANI E FORTI E SONO MORTI

Il tributo di sangue pagato dai sanluchesi ai due conflitti mondiali è stato pesantissimo: oltre sessanta giovani vite hanno concluso la loro esistenza sui campi di battaglia.
Sono andati a combattere per la Patria spesso ignorando i motivi della guerra. Hanno combattuto valorosamente immolando le loro vite per una Paese che si è ricordato di loro solo nel momento in cui li ha chiamati in guerra . Sono i nostri eroi ma nessuno li ricorda perché consegnati all’oblio dalla superficialità e dal disinteresse dei cittadini e delle tante amministrazioni comunali che negli anni si sono succedute. Tanti di questi giovani non hanno mai più fatto ritorno nella loro terra neppure da morti; anche la loro memoria è scomparsa insieme alle madri che per anni li hanno attesi invano non rassegandosi mai alla loro fine.
Noi oggi vogliamo ricordare questi giovani a riconoscimento del loro sacrificio, auspicando vivamente che quanto prima la nuova Amministrazione comunale voglia dedicare loro una targa commemorativa.

Soldati
Alvaro Antonio fu Giuseppe
Albanese Carlo fu Giuseppe
Bellissimo Francesco fu Giovanni
Codespoti Bruno fu Antonio
D’Agostino Francesco fu Antonio
Emilio Giovanni Battista
Falcomatà Antonio fu Giuseppe
Falcomatà Giuseppe fu Antonio
Ficara Antonio fu Giuseppe
Ficara Antonio fu Antonio
Giampaolo Francesco
Giampaolo Santo fu Antonio
S.Ten.
Giampaolo Sebastiano Part.
Cap/le
Gattellaro Domenico fu Giuseppe
Soldati
Giorgi Antonio fu Filippo
Giorgi Antonio fu Sebastiano
Giorgi Francesco fu Antonio
Giorgi Giovanni fu Antonio
Giorgi Giovanni fu Domenico
Giorgi Francesco fu Giovanni
Giorgi Salvatore fu Domenico
Giorgi Sebastiano fu Antonio
Linarello Francesco
Marando Giuseppe fu Francesco
Mammoliti Sebastiano fu Rocco
Messineo Giuseppe fu Francesco
Cap/le
Mirabelli Antonio Alfonso fu Vincenzo
Soldati
Micò Sebastiano fu Rocco
Morabito Domenico fu Antonio
Murdaca Giuseppe fu Sebastiano
Nirta Antonio fu Domenico
Nirta Francesco fu Sebastiano
Nirta Francesco fu Giuseppe
Nirta Giovanni fu Giuseppe
Nirta Giouseppe fu Sebastiano
Pelle Francesco fu Antonio
Pelle Francesco di De. Antonio
Pipicella Antonio fu Francesco
Pipicella salvatore fu Antonio
Pipicella Sebastiano fu Antonio
Pizzata Antonio fu bruno
Pizzata Antonio fu Saverio
Pizzata Domenico
Pizzata Francesco fu Bruno
Pizzata Giuseppe fu Sebastiano
Romeo Antonio fu Sebastiano
Romeo Bruno fu Antonio
Romeo Giuseppe
Romeo Sebastiano
fu Antonio
Scalia Bruno fu Antonio
Signati Giuseppe fu Domenico
Signati Francesco fu Domenico
Scipione Stefano fu Giovanni
Scriva Sebastiano di Saverio
Strangio Giovanni fu Antonio
Strangio Sebastiano fu Antonio
Tallarida giovanni fu Luca Antonio
Tallarida Giuseppe fu Sebastiano
Vottari Antonio fu Francesco
Vottari Giuseppe fu Antonio
Zappia Rocco fu Pasquale
Zoccoli Paolo fu Domenico

L’elenco dei caduti è stato fornito dal Comune di San Luca per opera della Signora Triboli S.

 

21 Ottobre 2008 ore 11:04:54 pm
di Sebastiano C. 

Salviamo San Luca – il paese dove nacque Corado Alvaro

Nel lontano 1955 sono andato ad abitare nella nuova casa costruita nell’attuale centro del paese. Avevo appena quattro anni e mi ricordo che mia madre le zie e cugine, con in testa le cesta, trasportavano la mobilia e la biancheria. Era per queI tempi una bella casa rifinita sia all’interno che all’esterno c’era anche il bagno un lusso che nel paese pochissimi avevano.” La casa era stata costruita nella zona “prato”cosi chiamata perché era una distesa di campi incolti e senza alberi e dove portavano gli armenti a pascolare e noi bambini andavamo a raccogliere i cardi per mangiarli. C’erano poche case sparse qua e la, non superavano le diecina. Il paese allora era quasi tutto arrampicato sul costone della montagna che tanto mirabilmente Corrado Alvaro descrive nei suoi libbri. Le strade lastricate di pietra e le case in fila le une sulle altre. Ricordo che, dove abitavo prima, eravamo tre famiglie ma sembrava una sola. Ci si aiutava a vicenda. Veramente c’era un senzo di socialità. Non c’era la televesione ed il passatempo della sera, perchè il giorno si lavorava nei campi, era riunirsi davante alle case raccontanto fatti, episodi e trascorrendo cosi serenamente la serata.
Ricordo con rimpianto quel periodo si divertiva con poco, non avevamo giocattoli e l’unico svago era giocare al calcio usando per pallone, carta dei sacchi di cemento legata con spago, o andare giu al torrente per costruire spade ed archi con i rami dell’oleandro.
Oggi a distanza di oltre cinquantanni il paese si trasformato la parte vecchia del paese, precisamente quella descritta da Corrado Alvaro sta scomparendo le case sono aggredite dalle piante, i tetti crollati ed i muri pure sta videntando un cimitero veramente ed è un vero peccato non far niente.
Ricordo che nei primi anni ottanta si parlava del recupero del paese. Avevo ed ho ancora una idea per come fare a recuperare il paese che è un patrimonio di tutti. Ristrutturare le case inserendo i servizi igenici. Fatto cio si crea una coperativa di giovani da dare in gestione il tutto. L’idea era di ospitare le persone anziani e giovani proveniente dai paesi nordici visto la posizione e la vicinaza sia per il mare che per la montagna. Sarebbe di sicuro una fonte economica molto vantaggiosa. Si creava cosi ricchezza e posti di lavoro. E’ una idea ancora oggi valida e realizzabile utilizzando i fondi europei. Manca solo la volontà politica. Un invito a tutti quelli che credono a questa possibilità facciamoci promotori con una bella petizione da mandare anche all’Unione europea per la sua realizazione.

I ragazzi di San Luca al Teatro di Roma
Ottantasette ragazzi calabresi di San Luca, dai 7 ai 14 anni, presentano a Roma il 17 ottobre sul palcoscenico di Tor Bella Monaca lo spettacolo Puia, saggio finale di un laboratorio teatrale curato da Michele Placido. Puia e’ tratto dal romanzo di Richard Bach, Il Gabbiano Jonathan Livingston, adattamento di Andrea Ricciardi e Marica Gungui: storia di un gabbiano speciale che dedica la sua vita alla conoscenza e al superamento dei propri limiti, anche a costo di essere espulso dal suo stormo che e’ composto perlopiu’ da gabbiani comuni che vivono alla giornata non pensando ad altro che a mangiare e a beccarsi. Lo spettacolo racconta della gioia che un gabbiano prova nel migliorarsi e nel condividere le sue scoperte con gli altri. Liberta’, volonta’, perfezione, gioia, pregiudizio, scontro e riconciliazione, sono alcuni dei temi affrontati durante il laboratorio teatrale con i ragazzi protagonisti della rappresentazione. Michele Placido, collaboratore artistico del Teatro Tor Bella Monaca, ha ideato il progetto Aletheia – Torbellamonica per San Luca, perche’ fortemente convinto che e’ necessario operare sui giovani e sulla cultura per ottenere dei cambiamenti profondi in territori e contesti sociali difficili, come appunto il quartiere romano di Tor Bella Monaca e il paese di San Luca di Calabria. A Tor Bella Monaca, dal 2006 sono promossi con continuita’ laboratori di formazione teatrale rivolti all’associazionismo locale e agli studenti delle medie superiori e universitari. A San Luca, da dicembre 2007 una compagnia di giovani attori, The Company (fra cui Ricciardi e Gungui), diplomati all’Accademia D’Amico, guidati da Placido, ha ristrutturato e attrezzato una sala teatrale, anche grazie al generoso contributo di alcune strutture culturali romane, dove sono stati ospitati spettacoli dal vivo e laboratori artistici e tecnici.

Ansa

Le foto che seguono sono state prese dal sito  http://roma.repubblica.it/multimedia/home/3293296/1/10   (Foto Siqueira/Franceschi)

 

 

 

Inoltre dei ragazzi sanluchesi a Roma ne ha parlato:

Roma la Repubblica.it

Da San Luca alla conquista di Roma

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