Non mi piacciono i “piagnoni”, cioè quelle persone che non trovano di meglio che lamentarsi senza mai tentare di liberarsi. E’ vero a San Luca ci sono tanti problemi, alcuni importanti e che hanno radici profonde altri, invece, affrontabilissimi se solo ci dotassimo di un po’ di senso civico.
La cosa che più mi sorprende e che mi lascia continuamente sbigottito è l’invocazione a, qualsiasi livello, della parola Stato. Si sente spesso dire lo “stato ci ha abbandonato” senza mai considerare che forse siamo stati noi ad autoisolarci, cullandoci sul fatto che tanto prima o poi qualcuno dall’alto qualcosa per noi avrebbe fatto. Non è così cari amici compaesani, quello che chiamiamo Stato se ne frega di noi per il semplice motivo che noi non contiamo nulla. Siamo una goccia in un oceano un piccolo, e per loro, insignificante paesino aggrappato alle montagne foriero di guai, crimini e delitti di ogni genere.
Siamo noi, che siamo parte dello Stato, a doverci muovere; siamo noi a dover cambiare rotta ed evitare che la nave vada a finire sugli scogli per poi affondare. Per fare questo non bisogna essere straordinari ma ordinari, ovvero fare tutto ciò che sino ad adesso non si è fatto.
Vi domando: è mai possibile che in un comune di quasi cinquemila abitanti non ci sia un meccanico? Non ci sia un circolo ricreativo se non qualche fumoso locale in cui intere generazioni annegano le loro frustrazioni nell’alcol? Un campo da calcetto con erba sintetica? Una fontana zampillante a simboleggiare la vita? Si potrebbe continuare all’infinito perché le cose che mancano sono tantissime.
Noi viviamo in un modo tutto nostro che ha molti lati positivi ma ha anche tantissimi negativi. Non è possibile che l’ordine delle cose venga ribaltato per cui chi è un emerito cretino venga considerato un “dritto” e chi invece dimostra di avere delle qualità venga considerato quasi un cretino. Non è possibile che la gente continui a spendere ingenti cifre per vestirsi con abiti e scarpe griffati senza considerare che non è ” l’abito che fa il monaco” perché se uno è un essere insignificante tale rimarrà indossando tutti i Paciotti e i Cavalli di questo mondo. Non è possibile che di fronte alla scelta fra il bene ed il male spesso si scelga il male andando anche contro se stessi.
Io voglio sperare che prima o poi le cose cambino, anche se a dire la verità non ho visto significati progressi negli ultimi tempi. So anche che molti leggeranno questo scritto domandandosi chi può aver scritto questa “cavolata”. Ebbene, chi scrive non è certo meglio di voi e non pretende neppure di esserlo. Non vuole dare lezioni a nessuno ma soltanto affermare il suo pensiero cosciente del fatto che rimarrà inascoltato. Io sono un figlio di San Luca e come tale difendo il mio paese con forza e convinzione.

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