Un movimento si giudica per i risultati ottenuti e per quelli che si prefigge di ottenere. Non so quali siano i risultati ottenuti da Rosy Canale e dal movimento da lei fondato. Certo a prima vista le premesse non sembrano incoraggianti poiché traspare un eccessivo protagonismo della signora Canale ed una scarsa partecipazione delle donne di San Luca che sono le vere attrici della scena.
Credo sinceramente che le sanluchesi abbiano tutte le potenzialità per esprimere il proprio valore senza alcun “capobranco”, lo hanno sempre dimostrato in tutti i campi in cui si sono cimentati.
Presentare le donne di San Luca come povere “contadinelle” incapaci di gestire la propria vita l’ho trovato molto riduttivo e squalificante. Le nostre donne sono il perno su cui si regge la famiglia, intesa come nucleo fondamentale della società civile.
La mia preoccupazione è che qualcuno tenti di inserire nei nostri costumi il tarlo delle società malate del nord Italia in cui ormai la famiglia è una “specie” in via di estinzione. Dedicarsi ai figli non è assolutamente “antico” anzi è il compito principale che madre natura ha assegnato alle donne. Questo non significa che una donna non sia libera di studiare, inserirsi nel mondo del lavoro ed aspirare a realizzarsi secondo i suoi desideri , poiché le due cose non sono necessariamente in contrasto.
Le donne di san Luca conoscono bene il lavoro ed il sacrificio. Sanno usare la zappa ed il computer . Non hanno paura di sporcarsi le mani; sanno soffrire in silenzio talvolta sacrificando se stesse per il bene dei loro figli. Sono donne eroiche che non hanno bisogno di essere “sdoganate” da nessuno, a prescindere della buona o della cattiva fede di questo qualcuno.