06/05/2008 ore 20:52

Di Paolo

Sono tornato in paese dopo moltissimi anni.Il mio viaggio è cominciato in Toscana dove il “destino” mi a portato a vivere; non vedevo l’ora di arrivae a casa e quel viaggio in treno sembrava non finire mai.Era ormai l’alba quando giunsi a Bovalino, lì un mio parente era ad attendermi con macchina.
Uscimmo da Bovalino ed imboccammo la strada che porta al paese. Avevo sognato per tantissimo tempo questo momento e mammano che ci avvicinavamo al paese i battiti del mio cuore si facevano sempre più forti, l’emozione incontenibile. Finalmente ero lì a poche curve dal mio tanto amato paese.
Quasi senza rendermene conto, girata la curva della “timpa janca” me lo trovai davanti aggrappato al costone come lo avevo tante volte sognato.Un tenue sole lo illiminava e me lo faceva apparire ancora più bello.
Finalmente ero ritornato nel luogo dove sono cresciuto e con la curiosità di un bambino osservavo tutto.
Molte cose erano cambiate: strade, case e persino la gente.
Un giorno decisi di fare un giro nella parte vecchia del paese e lo trovai ormai morto.Solo il suo scheletro è rimasto, lo scheletro di chi non ha trovato neppure degna sepoltura e adesso sta lì in attesa che le ultime ossa si consuminino.
Il mio ricordo è andato subito a quando bambino percorrevo spensierato e felice quelle stradine, allora era ancora abitato, anche se molti se ne erano andati.Le vie erano piene di umanità: gente che chiacchierava, vecchiette avvolte nei loro abiti scuri e con il rosario in mano,”orde” di bambini vocianti che giocavano a rincorrersi.Persino gli odori di quei luoghi erano magici, specie quello del pane emanato dai tanti forni comuni che rimanevano accesi quasi tutti i giorni.
Ritornai a casa (parte nuova del paese) con il cuore a pezzi e da allora penso spesso a cosa è possibile fare per tentare di recuperare quel poco che resta. E’ veramente un peccato che parte della nostra storia sia lasciata scparire sotto il cumulo di macerie delle case che un tempo, non molto lontano, ospitavano i nostri avi.