Una mattina percorrendo la strada che solitamente faccio per andare a trovare i miei genitori, ho notato con molta sorpresa che i pittoreschi cassonetti stracolmi di spazzatura posizionati all’ingresso del paese erano vuoti. Non ci potevo credere. Mi stropicciai gli occhi e ho visto che era tutto vero. Quella massa di sporcizia maleodorante che accoglieva chiunque arrivava a San Luca non c’era più. Guardo bene e noto che dal lato opposto erano spariti anche le vecchie lavatrici e i vecchi televisori che per anni erano stati accumulati nello spiazzo di un capannone semi abbandonato in attesa di essere trasportati in un luogo più adatto . Sì, una rete di colore verde li nascondeva alla vista.
Qualcosa di nuovo era successo ma non capivo bene cosa. Faccio ancora qualche decina di metri ed ecco apparire davanti a me degli uomini con degli attrezzi in mano e con delle maschere sul viso. No! Non erano banditi, erano operai che stavano pulendo la strada dalle erbacce. Il mistero si faceva sempre più fitto, non era assolutamente “normale” tutto questo. Giunto a casa, dopo alcune peripezie, mi collegai via internet ad un sito di notizie regionali e, finalmente, il mistero mi apparve chiaro: quel giorno si inaugurava una casa confiscata che era stata donata dal Comune al movimento “Donne di San Luca”. Sarebbero, perciò, arrivati in paese dei rappresentanti istituzionali che evidentemente non dovevano vedere quello schifo.
Capii subito che non si trattava di una rivoluzione ma di un intervento straordinario che sarebbe finito non appena gli ospiti di riguardo sarebbero andati via. La cosa mi fece molto indignare perché ritengo che i cittadini, al pari al pari dei rappresentanti istituzionali, hanno diritto a vivere in un contesto decoroso e pulito.
I furbeschi palliativi messi in atto mi offendono perché irriguardosi della cittadinanza. San Luca non deve apparire pulito e ordinato solo in certe occasioni, ma sempre. Non credo che manchino i mezzi per far ciò, penso invece che si tratti di eccesivo lassismo ritenendo, a torto, che forse la comunità non faccia più caso al degrado che da anni ci circonda e che è finito, nostro malgrado, per diventare quasi una connotazione paesaggistica.





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